odiosa

04/01/2005
Una tazzina bianca col bordo un po' spesso, piena di caffe' quasi fino all'orlo, 3 o 4 Atene Doria.
Il risveglio a casa dei nonni, con Mimi' che insiste per non farmi fare nulla e prendere solo il caffe' con mamma Lina.

Un filo d'olio d'oliva arrotolato su un piatto di lenticchie.
Arriva tutti i giovedi'.
A casa non piacciono a nessuno e non si preparano, cosi' mamma Lina ne fa sempre un po' anche per me.

Le mani nodose, con l'anello d'oro un po' largo, lo smalto rosato, che preparano i crocche' di patate,e mamma Lina che racconta che le dita le sono venute storte per aver impastato il pane fin da quando aveva 8 anni.

I ricordi di via Cirillo.
Le lacrime agli occhi a ricordare il padre.
Nonostante 60 anni la separassero dal giorno in cui l'aveva perso.

Il barattolo di sterline sottrattole, le spese fatte negli anni al negozio per farsi restituire in parte il maltolto.
Le spese fatte a piedi, fino al Centro con i mezzi.
Le borse pesanti ma lo sguardo orgoglioso.

Le maledizioni per il prete che voleva consegnare Mimi' ed altri ragazzi ai fascisti durante la guerra.

Le nozze preparate con Mimi' gia' lontano.
La camera ammobiliata di Milano, con la cucina in comune con un'altra coppia.

I volti dei bambini che l'hanno chiamata mamma.
Tanti, di tante generazioni, e non solo suoi.

Quelli dei sofferenti che l'hanno vista correre sempre in prima linea, per dare una mano, un conforto.

La signora col colbacco di pelliccia.

Quella che ti dice le cose come stannno senza mezzi termini. Quella sempre pronta a mediare, a mettere pace.

L'amica col bastone che non lascia un istante la stanza da letto di mamma, non la lascia sola.

La voce che urla "ora basta!" quando io prendo a calci il muro del corrodoio al III piano per la rabbia, per il dolore.

20 scalini.
La distanza tra il III ed il IV piano.
Percorsi con i dolci di Natale in mano, con i libri sotto il braccio, piangendo, ridendo.
La certezza di avere sempre un riparo su questa terra.

"Fai cose proficue"

"Non ti perdere nulla"

La verita' e' che nonostante tutto mamma Lina la associo ad un solo ricordo triste, il piu' amaro di tutti.
Doverla veder con le lacrime agli occhi che ripete "io gli volevo tanto bene a Mimi'".
Piu' di 50 anni insieme ed una dichiarazione d'amore cosi' semplice e profonda sulle labbra.

Mamma Lina e' stata mia madre non per natura, ma per ogni giorno in cui il suo amore incrollabile mi ha sostenuta, accompagnata, resa piu' forte.

Dopo si diventa grandi.
Ha ragione mia, e sua, nipote.

Restano gli anni, le cose belle vissute insieme, quelle tristi, l'esempio, la forza dell'unione, della famiglia, la fede dimostrata con le opere.

Resta il fatto che siamo spirito oltre all materia.
Che la materia puo' soffrire, ma che lo spirito puo' resistere, combattere, per vedere le cose belle che passano negli anni.
Puo' restare vivo nonostante il tempo, lo spazio, l'impossibilita' di fare una telefonata e sentire la voce cara.

"Bisogna affrontare"

Poi arriva la pace.
Tornare con la sua anima gemella persa, con le persone amate che se ne sono andate via prima.

E chi resta resta con le ossa rotte, gli occhi gonfi, a chiedersi come fara' senza mamma Lina.

E' il tempo di farsi attraversare dal dolore, di scenderci immezzo, di accettarlo.
Finche' non passa.

Il dolore passera'.

Arrivera' un momento in cui si sorridera' delle cose belle condivise.

In cui ci si sentira' forti perche' lei ci ha insegnato che cosi' bisogna essere.

Orgogliosi perche' l'abbiamo potuta avere accanto.

postato da odiosa | 16:35 | commenti (9)

il mio primo esperimento