l'altra sera ero sola a casa e non riuscivo a dormire, e mi e' tornata in mente una storia sepolta nel tempo
un ragazzo arabo, con cui si parlava francese, a gesti e a sorrisi
mi e' tornata addosso la sensazione della sera in cui mi ha portato a casa sua a conoscere i genitori
avevo un vestito nero a fiori bianchi, lungo, che in motorino si impicciava con i pedali, portavo in mano dei gelsomini
arrivai in questa casina semplice, con i genitori di lui seduti sul tappeto in cortile a fumare la pipa. in silenzio.
ho amato quel silenzio in maniera viscerale, appena l'ho sentito.
ho avuto chiara la mia definizione dell'amore.
e ho pensato a come sarebbe stata la mia vita li', in un paesino accanto al mare, passando le sere a passeggiare sul molo con un uomo con cui parlare a sorrisi.
mi veniva da piangere mentre ci pensavo e non riuscivo a capire perche', dopo tanti anni..
poi ho capito...
quella e' stata l'ultima storia felice che ricordi, ed il profumo del gelsomino mi ricorda cio' che ero, una persona serena, capace di darsi con un sorriso, capace di immaginare le sliding doors...
questo gallo e' denaro contante e sonante, ci dara' da mangiare per tre anni. disse il colonnello facendo i conti mentre rigirava la zuppa di mais
l'illusione non si mangia. rispose la moglie
non si mangia, pero' alimenta. rispose il colonnello
il colonnello non ha chi gli scriva
g.g. marquez